Sede e Contatti

AVVOCATO PER DISCONOSCIMENTO PATERNITÀ

Lo studio legale Dosi & Associati può contare sull’esperienza di competenti avvocati per il disconoscimento della paternità, ovvero l’ottenimento di una sentenza giudiziale che accerti la mancata sussistenza di un legame biologico tra un individuo e colui che si riteneva fosse il padre. Di seguito si offre una breve guida sul tema, con approfondimenti sulla normativa vigente e l’iter giudiziario previsto.

La normativa vigente

L’abrogato articolo 235 del Codice Civile ammetteva l’azione di disconoscimento della paternità solo al ricorrere di alcune specifiche ipotesi. In particolare, si poteva avanzare la richiesta qualora i due genitori non avessero convissuto in un arco di tempo compreso tra il trecentesimo e il centottantesimo giorno prima del parto o nel caso in cui il marito, in tale periodo, risultasse impotente nel generare. Inoltre, l’azione poteva essere promossa qualora fosse possibile dimostrare che la moglie aveva tradito il marito nell’anzidetto periodo temporale, nascondendogli le conseguenze, ossia la gravidanza.

Il decreto legislativo n. 154 del 2013 ha riformato l’articolo 243 del Codice Civile, stabilendo che, perché la domanda di disconoscimento venga accolta, si debba dimostrare unicamente che non sussiste alcun legame biologico tra il figlio e il padre presunto.

Disconoscimento di paternità: chi può richiederlo ed entro quanto tempo

L’azione di disconoscimento di paternità non deve essere avanzata necessariamente dal padre: sia la madre che il figlio maggiorenne possono proporre la domanda al tribunale. L’azione avviata dal figlio è imprescrittibile. La madre può avanzare la richiesta entro sei mesi dal giorno della nascita del figlio, oppure dal momento in cui scopre l’impotenza a generare del marito all’epoca del concepimento. Nel caso del padre, invece, il disconoscimento può essere richiesto a partire dai seguenti momenti: 

  • dalla nascita del figlio; 

  • dal giorno in cui è venuto a conoscenza del tradimento della moglie nel periodo del concepimento; 

  • dal momento in cui ha scoperto la propria impotenza nel generare;

  • dalla scoperta della nascita del figlio;

  • dal giorno del ritorno nel luogo dove il figlio è nato.

Il padre può avanzare la richiesta di disconoscimento entro un anno dalla nascita quando si trovava nel luogo dove il figlio è nato ovvero entro un anno dal verificarsi di una delle situazioni sopracitate (scoperta di un tradimento, della propria impotenza etc.). 

Sospensione del termine

Ci sono alcuni casi in cui il termine per introdurre il giudizio di disconoscimento rimane sospeso. Nello specifico, si tratta delle casistiche in cui la persona che intende agire legalmente versi in stato di interdizione o in condizioni di grave infermità mentale. In questa circostanza, la decorrenza del termine sopra indicato viene sospesa fin quando non cesserà lo stato di interdizione o durino le condizioni di abituale grave infermità di mente. 

Nel caso in cui sia il figlio a trovarsi in uno stato di interdizione o in condizioni di abituale infermità mentale, l’azione di disconoscimento potrà essere promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su richiesta del pubblico ministero, del tutore o dell’altro genitore.

Quali prove sono necessarie per il disconoscimento paternità

Per agire legalmente con l’ausilio di un avvocato competente in materia di disconoscimento di paternità, è necessario presentare delle prove, in quanto il semplice sospetto o le sole dichiarazioni della madre non sono sufficienti per la legge. Di solito, per escludere la paternità del marito, si utilizza la prova ematologica: il test del DNA offre un risultato univoco che consente di affermare con certezza pressoché assoluta il rapporto di filiazione. Per lo svolgimento dell’esame – per il quale viene effettuato il prelievo di materiale biologico (sangue o saliva) dei due soggetti di cui si intende verificare il legame biologico – il tribunale nomina un consulente tecnico. In nessun caso, è possibile effettuare il test del DNA senza il consenso del soggetto interessato. 

Qualora il padre non intenda sottoporsi al test, il giudice potrà tenere in considerazione il rifiuto in fase di giudizio traendone il convincimento che difetti il legame biologico e che la domanda di disconoscimento debba essere accolta.

Gli effetti del disconoscimento

Le conseguenze dell’avvenuto disconoscimento sono:

  • l’eliminazione dello stato di figlio;

  • la perdita di cognome del padre;

Con l’eliminazione dello stato di figlio, il mancato padre viene esonerato da tutte le responsabilità genitoriali connesse all’assistenza, all’educazione e all’istruzione del figlio. 

Studio legale Dosi & Associati: l’affidabilità di un avvocato esperto in disconoscimento paternità

L’atto di disconoscimento della paternità può richiedere tempi lunghi ed è assolutamente necessario affidarsi a professionisti esperti in materia, capaci di guidare gli assistiti verso una scelta ragionata.

Da oltre trent’anni lo Studio legale Dosi & Associati lavora nell’ambito del diritto di famiglia. I nostri avvocati esperti in disconoscimento della paternità offrono consulenza e assistenza legale e ti supporteranno nel delicato percorso che conduce alla scelta di dimostrare la mancata sussistenza di un rapporto di filiazione. Per richiedere una consulenza, è possibile prendere un appuntamento con un avvocato familiarista presso il nostro studio sito in Roma, Via Nomentana 257 contattandoci ai recapiti presenti nella sezione dedicata.

TUTTE LE ATTIVITÀ

Potete compilare il form o contattarci ai nostri recapiti e richiedere un appuntamento presso il nostro studio in Roma, via Nomentana n. 257.


    Approfondisci anche

    Affidamento e mantenimento figli

    SCOPRI DI PIÙ

    Mantenimento e affidamento figli fuori dal matrimonio

    SCOPRI DI PIÙ

    Avvocato
    matrimonialista

    SCOPRI DI PIÙ
    SEDE E CONTATTI