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AVVOCATO PER RICONOSCIMENTO PATERNITÀ

Lo studio legale Dosi & Associati offre servizi di consulenza per il riconoscimento della paternità, servendosi dell’esperienza di avvocati professionisti per fornire assistenza riguardo l’iter giudiziario da seguire. Di seguito si chiariscono alcuni concetti basilari relativi al tema del riconoscimento di paternità, con riferimenti alle clausole giudiziarie che ne regolano la pratica legale.

Quando è necessario effettuare il riconoscimento paternità?

Quando un bambino nasce da genitori non uniti da un matrimonio valido agli effetti civili, è necessario che sia la madre che il padre effettuino il riconoscimento per ottenere l’attribuzione di maternità o paternità. L’articolo 269 c.c del codice civile, infatti, recita: 

«La sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all’epoca del concepimento non costituiscono prova della paternità [naturale].» 

Nel nostro ordinamento, quindi, il figlio nato fuori dal matrimonio deve essere riconosciuto davanti agli organi competenti. Qualora il riconoscimento non venga effettuato al momento della nascita da un genitore, sarà sempre possibile farlo in futuro, previa apposita dichiarazione (atto pubblico o testamento) davanti a un notaio, al giudice tutelare o all’ufficiale dello stato civile. 

Quali sono gli organi che si occupano del riconoscimento paternità?

L’organo che si occupa del riconoscimento di paternità è il Tribunale Ordinario, come stabilito dall’articolo 38 sulle disposizioni per l’attuazione del codice civile, modificato dalla L. 219/2012 relativa alla riforma della filiazione. 

Chi deve dare il consenso al riconoscimento?

L’azione legale finalizzata al riconoscimento è imprescrittibile: può essere promossa in qualsiasi momento, anche diversi anni dopo la nascita. Se, però, il figlio ha meno di 14 anni, il genitore che lo ha riconosciuto al momento della nascita deve dare il suo consenso all’azione intrapresa dall’altro genitore ai fini del riconoscimento. Se il figlio ha più di 14 anni, sarà lui stesso a essere chiamato in causa nella pratica di riconoscimento. 

Il riconoscimento può essere autorizzato a condizione che il genitore che ne fa richiesta abbia compiuto il sedicesimo anno di età; in caso contrario, deve essere il giudice a fornire l’autorizzazione caso per caso. 

Cosa accade se la madre non dà l’assenso al riconoscimento?

In mancanza di assenso da parte della madre, ci si può rivolgere a un avvocato per il riconoscimento paternità con il quale depositare il ricorso al tribunale competente. La madre può opporsi al riconoscimento entro 30 giorni dalla notifica del ricorso, ed è tenuta a fornire le motivazioni sottese al diniego. L’eventuale sentenza di accoglimento sostituisce in modo immediato il consenso mancante.

Con quale procedura si prova la filiazione? C’è l’obbligo del test del dna?

Nel già citato articolo 269 del codice civile, si legge: 

«La prova della paternità e della maternità può essere data con ogni mezzo.»

Questo significa che ogni mezzo istruttorio è considerato valido per fornire la prova del rapporto di filiazione. Dato che non viene attribuito valore giuridico alle semplici dichiarazioni della madre o di terzi, spesso si ricorre ad esami ematologici, in primo luogo il test del DNA. L’esame può essere chiesto in giudizio dalle parti coinvolte o dal giudice stesso, che può provvedere a incaricare un consulente tecnico d’ufficio per lo svolgimento del test.

Cosa succede se ci si rifiuta di eseguire il test?

Nell’ambito civile, in nessun caso il giudice può obbligare il presunto genitore a sottoporsi a un esame invasivo come quello ematologico. Ad ogni modo, se il giudice dispone il test del DNA ma il padre non presta il proprio consenso, si tratta di una prova che va ad aggiungersi alle altre raccolte nel corso del procedimento giudiziario. Ciò significa che la presenza del test del DNA non è determinante ai fini del riconoscimento di paternità: il tribunale può ugualmente dichiarare la paternità dando valore ad altri indizi che supportino in modo convincente l’ipotesi del rapporto di filiazione. Per questo motivo, un avvocato per il riconoscimento paternità ha il compito di informare il proprio assistito circa le variabili che possono intervenire in giudizio, proprio perché spesso non è sufficiente richiedere il DNA per considerare la pratica archiviata.

Quali sono gli effetti del riconoscimento paternità?

La sentenza dichiarativa di filiazione produce in automatico gli effetti del riconoscimento, vale a dire investe il padre di tutti i doveri connessi alla genitorialità regolata dalla legge, incluso il mantenimento. In nessun caso il genitore può sottrarsi ai propri obblighi, che verranno esposti dall’avvocato per il riconoscimento paternità cui ci si rivolge. A questo proposito, si richiama l’art. 279 c.c. Responsabilità per il mantenimento e l’educazione:

«In ogni caso in cui non può proporsi l’azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità il figlio (naturale) può agire per ottenere il mantenimento, l’istruzione e l’educazione. Il figlio (naturale) nato fuori dal matrimonio se maggiorenne e in stato di bisogno può agire per ottenere gli alimenti, a condizione che il diritto al mantenimento di cui all’articolo 315-bis, sia venuto meno.» 

Il riconoscimento non si può revocare in nessun caso. Qualora sia contenuto all’interno di un testamento, i suoi effetti vengono prodotti dal giorno del decesso del testatore, anche nel caso in cui il testamento sia stato revocato.

Avvocato per riconoscimento paternità post mortem

Si può ottenere il riconoscimento di paternità di un padre deceduto? La risposta è sì, ma per farlo occorre procedere con una causa davanti al tribunale civile. Anche in questo caso, la prova della paternità può essere data con ogni mezzo, ma chiaramente si tratterà di una procedura più lunga e complessa per la quale è consigliabile avvalersi del supporto di un avvocato.

Studio legale Dosi & Associati: consulenza legale e avvocato per il riconoscimento paternità

L’atto di riconoscimento di paternità, volto a stabilire il rapporto giuridico tra il padre e il figlio mediante la sentenza dichiarativa della filiazione, talvolta può essere un procedimento lungo e complesso. Il giudizio deve essere introdotto con atto di citazione e dunque richiede l’assistenza di un avvocato per il riconoscimento paternità. 

Lo studio legale Dosi & Associati di Roma si occupa da oltre venticinque anni di diritto di famiglia. Rivolgersi ai nostri avvocati significa contare sull’affidabilità di una realtà consolidata, composta da professionisti che lavorano con passione per mettere la propria competenza al servizio degli assistiti. Per richiedere una consulenza con un avvocato familiarista nel nostro studio di Roma, è possibile contattarci ai nostri recapiti nella sezione dedicata.

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